La salute passa dall’ambiente
Pubblicato da Destiny
La realtà postmoderna e ipermodernizzata nella quale viviamo può essere considerata un gran contenitore di rischi invisibili, che vanno a sostituire i pericoli materiali dei secoli precedenti, legati principalmente a malattie o danni fisici di vario genere.
Oggi la salute poggia su una struttura in parte meno tangibile. Ogni giorno i Media cercano di inculcarci il culto per l’ambiente, ma forse non basta.
Ognuno di noi dovrebbe giungere ad un livello di autoconsapevolezza tale da poter modificare autonomamente i propri comportamenti che si riversano in modo positivo o negativo sul mondo. Positivo se pensiamo alla capacità dell’uomo di controllare la natura per prevenire possibili catastrofi, negativo nel caso in cui la stessa azione umana finisce col consumare la natura stessa.
Posizioni estreme del tipo: “non prendo la macchina perché contribuisco in parte all’assottigliamento dell’atmosfera” possono suonare estreme e quindi ostili alle nostre orecchie, ma in realtà basterebbe raggiungere un equilibrio per ciascun cittadino tale da alleviare pian piano i danni che ormai risultano irreversibili.
Piccoli gesti che possono sembrare banali e inutili in realtà, moltiplicati per ognuno di noi, contribuirebbero a mettere un po’ d’olio alla macchina inceppata del mondo. Un esempio è dato dalle giornate a traffico limitato…peccato che avrebbe senso solo se si diffondessero in tutte le regioni italiane, d’Europa e del mondo.
Se consideriamo che ogni famiglia mediamente possiede 3 auto e moltiplichiamo il tutto per il numero di abitanti solo in Italia, immaginiamo il tasso di inquinamento che riusciamo a produrre.
La “cultura della bicicletta” è diffusa solo in poche regioni, ed è un vero peccato, perché sarebbe un piccolo gesto che aiuterebbe l’ambiente a vivere meglio e forse a sopravvivere.
“Consumare meno ma meglio” è il motto abbinato alla fiera della sostenibilità che si è tenuta a Milano lo scorso 13 Aprile, un evento che dimostra la sensibilità e l’attenzione di cittadini e imprese, ma che anche in questo caso si limitano a poche giornate, dovrebbero tenersi più spesso per aumentare il senso civico nei confronti del nostro ambiente?
Si tratta di danni globali, è inutile ripetersi, ma mi sembra di capire che fino in fondo non ci si rende conto che il mondo non è infinito. Le campagne pubblicitarie, i documentari e i telegiornali non sono sufficienti a scuotere le nostre menti.
Ciò accade a livello superficiale, a primo impatto, ma dopo pochi minuti l’effetto “panico” svanisce, ed ecco che si torna a fare quello che si stava facendo con disinvoltura.
Una ricerca condotta dall’Università della Virginia ci dimostra, addirittura, che lo smog riduce sensibilmente gli aromi dei fiori, privandoci così di uno dei tanti piaceri che si possono ritrovare facendo una passeggiata tra campi o altri spazi verdi.
Tale ricerca analizza le interferenze prodotte dall’aggressione chimica delle auto e delle ciminiere concludendo che, nei luoghi più contaminati, viene distrutto fino al 90 per cento dell’aroma dei fiori. Probabilmente non ce ne rendiamo neanche conto, ma il problema non è assolutamente da trascurare.
Soltanto l’Ilva di Taranto immette nell’atmosfera una percentuale di diossina pari all’8,8% del totale europeo, ma non esistono in città sistemi di monitoraggio dell’inquinamento da diossina, Interi quartieri adiacenti alla sede hanno un’ esposizione alle polveri minerali pari a 250 grammi annui per metro quadro, provenienti dai parchi minerari dell’Ilva.
Pochi giorni fa si è avuta notizia che nel latte materno di tre madri sono state trovate alti tassi di diossina, madri che allattano, o meglio, avvelenano involontariamente i loro figli.
Del resto chiudere l’impianto significherebbe ridare vita all’ambiente ma allo stesso tempo toglierla ai cittadini visto che più della metà sono impiegati dell’industria. E’ un circolo vizioso cui fa capo solo una marea di interessi Non si poteva investire in altri settori?.
Il quadro un po’ pessimista che si scorge purtroppo è la realtà e continuare ad ignorarla non fa altro che peggiorare le cose, un maggiore senso di consapevolezza e responsabilità è quello di cui abbiamo bisogno per poter vivere meglio, perché solo così le ipotesi e le speranze possono materializzarsi in progetti di vita per il futuro.
Ilaria Cangiulli
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