Grande timidezza o Fobia Sociale?
Pubblicato da Destiny
Una timidezza eccessiva, che impedisce di prendere la parola in pubblico, di chiedere informazioni a un passante, che rende difficile presentarsi a persone sconosciute, mangiare in un ristorante, andare a una festa, e quindi limita la vita sociale, lavorativa e affettiva, non può e non deve essere scambiata per semplice insicurezza.
E’un vero e proprio disturbo psichico che gli psichiatri definiscono fobia sociale.
Generalmente, compare nell’adolescenza o nella prima età adulta ed è una condizione che rende la vita quasi impossibile. Talvolta questi pazienti, a torto definiti timidi, cadono in un forte stato di depressione, ansia e frustrazione perché non si sentono come gli altri. E non è raro che, in mancanza di una diagnosi corretta, corrano il rischio di assumere sostanze che donano un illusorio senso di benessere quali alcolici o droghe per vincere il loro timore.
Tuttavia esiste un rimedio: l’uso di antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina. Questi farmaci assicurano una maggiore quantità di serotonina, cioè dalla sostanza prodotta dal cervello che ci fa sentire di buon umore, e di noradrenalina, un ormone che ci fa sentire più determinati e pronti mentalmente.
A questi si possono aggiungere anche farmaci betabloccanti, che aiutano a vincere il batticuore e le palpitazioni. Sono questi, infatti, a minare più spesso la salute della persona affetta da fobia sociale. Infine vi è un rimedio diverso dai farmaci: la psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale, che insegna al paziente ad avere una maggiore fiducia in se stesso e a controllare le situazioni che scatenano l’ansia, recuperando così una vita normale.
Distinguere una timidezza normale da una fobia sociale è semplice: la differenza consiste nel fatto che la prima è compatibile con una vita di relazione normale, la seconda no, anzi la rende impossibile.
Chi è malato di fobia sociale non è in grado di prendere la parola in pubblico. Se deve domandare a qualcuno una semplice indicazione stradale è colto da una crisi di ansia con tutti i sintomi del caso: tremore, sudorazione, rossore, palpitazioni e così via. Non riesce ad andare al ristorante, si blocca se deve parlare con il capoufficio o anche solo con un collega.
Addirittura teme di dividere un breve tratto nel chiuso di un ascensore con persone che non conosce.
E’ uno stato di sofferenza talmente accentuato che questi pazienti, nei casi più gravi, non riescono ad avere relazioni al di fuori dell’ambito familiare, l’unico che dona loro sicurezza.
Il problema, se non è riconosciuto in tempo e non è curato, porta chi ne soffre a sentirsi inadeguato nei confronti del mondo intero. Gli sembra di essere meno capace degli altri, meno intelligente, meno sicuro.
E allora possono iniziare comportamenti a rischio per la sua salute. Una buona percentuale di persone affette da fobia sociale rischia di abusare di sostanze che agiscono sul cervello liberandolo dalle paure.
Ovviamente, tale beneficio è negativo, per due motivi: il primo è che si tratta di sostanze che fanno male alla salute. Il secondo consiste nel fatto che queste sostanze creano dipendenza e assuefazione: il paziente affetto da fobia sociale deve assumerle sempre più spesso e in dosi sempre maggiori, compromettendo così la propria salute fisica e psicologica. In altri casi, il senso di frustrazione lo porta verso un forma di depressione che complica la situazione.
Per uscire da questa condizione negativa è necessaria una diagnosi corretta. La fobia sociale è un disturbo ancora poco noto e quindi non trattato a dovere. Questo allunga i tempi della diagnosi, che talvolta arriva dopo dieci anni di sofferenza. La si effettua facendo un colloquio con lo psichiatra specializzato in disturbi di ansia o del comportamento.
Non esistono esami specifici per fare una diagnosi, ma i comportamenti dei pazienti affetti da fobia sociale, come abbiamo visto, sono così tipici che a un occhio esperto non possono sfuggire.
Raffaella Calemme
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1
diggita.it dice:
Pubblicato il 06 08 2008 alle 4:35 pm
Grande timidezza o Fobia Sociale?…
Una timidezza eccessiva, che impedisce di prendere la parola in pubblico, di chiedere informazioni a un passante, che rende difficile presentarsi a persone sconosciute, mangiare in un ristorante, andare a una festa, e quindi limita la vita sociale, lav…
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Giuseppe dice:
Pubblicato il 08 08 2008 alle 9:18 am
Salve. Ho letto l’articolo relativo alla Fobia Sociale, e devo ammettere che ne soffro anche se penso in forma semplice. L’unico problema per cui vorrei chiedere dei consigli è il caso della fobia da pubblico,se così è definibile, cioè ogni qualvolta mi trovo a parlare in pubblico, e quindi in meeting annuali che si organizzano in azienda, scattano quei sintomi di sudorazione, imbarazzo e tremore della voce di cui si citava nel testo. Chiedo se, per quasta particolare situazione ci sia un rimedio “pre meeting”, in quanto in altri casi, feste, ristoranti, riunioni… il problema non è rilevato. Grazie
3
Destiny dice:
Pubblicato il 08 08 2008 alle 10:02 am
Ciao Giuseppe
ti capisco perfettamente in quanto ero anch0io come te ed avevo il terrore di parlare di fronte ad un pubblico, ed oggi quante più gente ho davanti tanto più ne sono felice
Ti basterebbero qualche tecnica di Programmazione NeuroLinguistica per fartela passare, certo è difficile farlo tramite un commento, magari posso consigliarti un libro per inziare a capire meglio qualcosa, poi se il cambiamento ed il miglioramento personale ti interessano ti indirizzo meglio
intanto da un’occhiata a questo libro
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