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Usare abitualmente marijuana rimpicciolisce alcune parti del cervello
Pubblicato da Destiny
WASHINGTON (Reuters) – L’uso a prolungato di marijuana può causare il restringimento di due importanti aree del cervello, hanno dichiarato i ricercatori Australiani lunedì.
L’analisi del cervello ha mostrato che l’ippocampo e l’amigdala erano più piccoli negli uomini che consumavano fortemente la marijuana rispetto a chi non ne faceva uso, hanno affermato i ricercatori. Gli uomini avevano fumato almeno cinque sigarette di marijuana al giorno per un periodo di 20 anni.
L’ippocampo regola la memoria e le emozioni,mentre l’amigdala gioca un ruolo fondamentale nella chimica della paura e nell’aggressività.
Lo studio, pubblicato nell’American Medical Association’s journal Archives of General Psychiatry, ha anche scoperto che i fumatori accaniti di cannabis guadagnavano meno punti rispetto ai non consumatori in un test di apprendimento verbale – prova a ricordare una lista di 15 parole.
I consumatori di marijuana erano più soggetti a esibire lievi segni di disordini psicotici, ma non abbastanza perchè potesse essere diagnosticato formalmente alcun disordine, hanno dichiarato i ricercatori.
“Queste scoperte sfidano la diffusa percezione della cannabis, che si ritiene abbia limitati effetti o addirittura non provochi danni sul cervello ed sul comportamento,” ha detto Murat Yucel del centro di ricerca ORYGEN dell’Università di Melbourne, che da diretto gli studi.
“Come succede per altre cose, alcune persone sperimenteranno maggiori problemi associati con Continua..
NUOVA FORMA FISICA GRAZIE ALLE MEDICAL SPA
Pubblicato da Destiny
Per una volta la moda non arriva dagli Stati Uniti d’America. Per una volta è l’Est Estremo, l’Oriente, a lanciare la tendenza.
Si tratta delle beauty clinic o medical spa: sono più o meno la stessa cosa e promettono, oltre ai risultati estetici finali, anche le cure migliori in corso d’opera.
Per quei pochi e poche che non lo sapessero, le conseguenze postoperatorie degli interventi chirurgi estetici sono talune volte piuttosto sgradevoli. Un esempio per tutti: nei casi di liposuzione si possono formare delle ecchimosi (lividi), gonfiori vari, spesso è necessario portare pesanti calze elastiche e fare cyclette tutti i giorni per aiutare la circolazione sanguigna.
Tant’è che gran parte dei medici che si occupano di questa branca consigliano ai loro pazienti di prendere sempre un po’di vacanza dopo aver fatto un’operazione del genere. Perché, del resto, non è carino farsi vedere in giro con un antiestetico filo chirurgico verde che passa attraverso le sopracciglia dopo una blefaroplastica (tirare su la pelle delle palpebre).
Una soluzione allora è rappresentata proprio dalle cliniche che offrono anche cure da spa. In queste è possibile fermarsi anche più di una settimana, per tornare poi a casa già perfettamente in forma.
E, magari, raccontando pure che l’estrema levigatezza della pelle del viso è data semplicemente dal riposo, dall’aria buona. Le prime cliniche di questo tipo sono sorte in India, in Thailandia, in Cina.
Offrono servizi ad altissimo livello, in effetti, e a costi dimezzati rispetto ai tariffari europei. L’unico problema è che, se dopo qualche mese dall’intervento fatto, per esempio, a Pattaya, qualcosa non soddisfa appieno, non è semplice è non è decisamente pratico recarsi a fare una visita di controllo.
Così, finalmente, anche in Italia sono stati inaugurati luoghi di questo tipo, che per altro promettono di intervenire riconoscendo le reali esigenze dei pazienti: se, per esempio, l’intento di un’eventuale signora è quello di snellire Continua..
LE CELLULE ADIPOSE NON MUOIONO MAI, E LA DIETA NON FA EFFETTO
Pubblicato da Destiny
Ormai è una certezza, i cibi spazzatura sono deleteri per il nostro organismo, lo dimostra una nuova ricerca svedese che ha confermato come chi si nutre di troppi cibi grassi e fritti, avrà sempre più difficoltà a smaltirli.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha confermato che le persone che iniziano da piccole ad accumulare cellule grasse, da adulte avranno seri problemi di smaltimento. Insomma a quanto pare il numero di adipociti che si acquisisce da giovani restano nel nostro corpo per tutta la vita.
Chi vuole fare la dieta da adulti, avrà serie difficoltà a perdere peso, perché la dieta aiuta a ridurre le dimensioni delle cellule adipose, ma non la quantità, quindi in poco tempo si rischia di riprendere tutto il peso perduto. Sembra che il numero di adipociti, tendano a crescere fino all’età adolescenziale, poi iniziano a rimanere uguali, quindi la quantità di cellule grasse accumulate durante l’infanzia, sono molto importante per il peso forma da adulti, in quanto più depositi di grassi ci sono nel nostro corpo, più tenderemo ad ingrassare.
La ricerca svedese ha messo in luce anche un altro aspetto, il numero di adipociti, rimane lo stesso per tutta la vita però c’è anche la certezza che ogni tanto avviene un ricambio, questo fatto potrebbe svelare nuovi scenari per la cura anti-obesità, un problema che nel mondo coinvolge sempre più persone e di cui ancora non esistono cure definitive.
La ricerca in questione, svolta dalla squadra dei ricercatori del Karolinska Institutes di Stoccolma con a capo il dottor Spalding , ha studiato il grasso addominale di oltre 600 persone sia grasse che magre, ha misurato poi la quantità e la grandezza delle cellule, da questa prima analisi è emerso che fino all’età di venti anni circa, il numero di cellule adipose aumentano costantemente, poi dai venti anni in su inizia a rimanere ordinario e col tempo questo numero rimane sempre più associato con l’indice di massa corporea.
Una seconda ricerca, è stata svolta su alcune persone obese, prima dell’operazione di bendaggio gastrico e dopo alcuni anni. Si è appurato che questi individui grazie all’intervento avevano perso quasi il 20% del loro peso ma la quantità di cellule grasse nel corpo era rimasta la stessa, nonostante la dimensione fosse diminuita.
Insomma, le cellule adipose Continua..
IL CERVELLO?! E’ UNISEX
Pubblicato da Destiny
La scienza ci propina un’altra ricerca stupefacente. Secondo dei recenti studi, pubblicati sulla rivista “Cell” si è arrivati alla conclusione che il cervello maschile e quello femminile sono praticamente unisex.
Lo studio compiuto sulle mosche ed effettuato da alcuni ricercatori dell’Università di Yale e Oxford, ha messo in luce che una volta avviato nella mosca femmina il neurone responsabile del corteggiamento sessuale maschile, questa attiva lo stesso comportamento del maschio.
Quindi addio al detto che maschi e femmine appartengono a mondi diversi, da oggi e se questa ricerca troverà le sue conferme dovremmo accettare l’idea che in fondo uomini e donne non sono cosi diversi, almeno dal punto di vista erotico. La ricerca si è svolta più o meno cosi: gli scienziati degli atenei inglesi e americani, hanno messo in funzione un neurone, attraverso un fascio laser, che si occupa della parte sessuale maschile, una volta avviato questo neurone, le mosche femmine hanno iniziato a comportarsi come i maschi.
Il maschio delle mosche, usa un vero e proprio richiamo per attirare l’attenzione delle femmine. Iniziano a cantare muovendo un’ala, le femmine mosche facevano esattamente la stessa cosa dopo che gli scienziati hanno attivato il neurone.
La ricerca ha quindi messo in luce come nelle mosche femmine è presente lo stesso funzionamento di conquista dei maschi, probabilmente questo comportamento non si manifesta o rimane celato, ma usando le modalità giuste, esse assumono il medesimo atteggiamento, limando cosi ogni differenza di genere nel campo sessuale.
Per ora, non si può dire con certezza che anche i cervelli degli esseri umani siano cosi, ma dopo queste innovative ricerche è possibile pensare che i cervelli Continua..
L’ATTUALE CONDIZIONE DI CHI VIVE LA TERZA ETA’
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Con il termine terza età si intende il periodo della vita umana corrispondente alla senilità e che, secondo la società e le leggi, comincia all’epoca del pensionamento cioè intorno ai sessantacinque anni.
Gli anziani di oltre settantacinque/ottanta anni di età rientrano nella quarta età.
Questi limiti di età non sono accettati dalla moderna scienza medica che considera l’inizio della senilità corrispondente a quella fase della vita, che può iniziare fin dai cinquant’anni, in cui in un essere umano cominciano ad evidenziarsi i segni dell’invecchiamento: la cute (cioè la pelle) diventa più sottile e meno elastica ed inizia la formazione di rughe; i capelli diventano più radi e si incanutiscono (diventano bianchi); le ghiandole sudorifere e sebacee si induriscono (fibrosi); gli organi interni, a cominciare dal cuore e dalle arterie, lavorano con maggiore difficoltà.
Inoltre, gli anziani sono più sottoposti alle malattie perché le naturali difese Continua..
COCCOLE DI CIOCCOLATO - L’ultima frontiera del benessere
Pubblicato da Destiny
Dopo i bagnoschiuma, i profumi e i lucidalabbra al cioccolato, arrivano anche i massaggi! La ciocco terapia, che sfrutta le proprietà benefiche della fava di cacao, ha fatto la sua entrata nel mondo delle Beauty Farm.
Ancora una volta non abbiamo inventato niente, in quanto le proprietà curative del cacao erano già notissime alle popolazioni Maya. Le molteplici proprietà del cioccolato agiscono sia sul corpo che sulla mente: il suo profumo va a stimolare le endorfine (ormoni del benessere) donando una sensazione di benessere e pace mentre le proprietà nutrienti del burro di cacao vanno ad idratare la pelle con un effetto anti-age lasciandola morbida e compatta.
Inoltre la teobromina di cui sono ricchissimi i semi di cacao assorbita dalla pelle consente un’azione lipolitica e può contribuire nella riduzione di adiposi localizzate, mentre l’abbondanza di sali minerali quali ferro, magnesio, fosforo e calcio consentono di utilizzare il cacao per trattamenti calmanti e anti-stress. Infine la forte concentrazione di potassio viene utilizzata con finalita’ drenanti.
Chi si fa coccolare con il “Chocolat Massage” è sottoposto a un’autentica full immersion polisensoriale di benessere Continua..
IL CAFFE’ FA BENE ALLA SALUTE
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L’Italia è uno dei primi paesi, dove il consumo del caffè va alla grande.
Secondo una ricerca, 9 famiglie su dieci tengono i barattoli di caffè nella dispensa e ogni anno ogni italiano consuma da solo 6 kg di caffè a testa. Noi italiani non ne possiamo proprio fare a meno. Nonostante tutto però il primato del consumo di caffè non spetta al Bel Paese, ma ai paesi Scandinavi.
In Finlandia consumano 12 kg, mentre in Svezia e Norvegia circa 10 kg a testa. Ultimi in questa classifica gli inglesi che consumano circa 2 kg, confermandosi fedeli al thè e i cechi che ne consumano ugualmente dosi minime.
Questi dati curiosi, vengono dalla Nutrition Foundation of Italy, un centro studi che vuole promuovere le proprietà antioossidanti del caffè, bevanda adorata in tutto il mondo. Il caffè, possiede degli acidi clorogenici, che regalano un effetto barriera per molte malattie legate al metabolismo e quelle neurogenerative.
Molti italiani, sebbene hanno un amore spassionato per il caffè non sono a conoscenza di tutte le sue proprietà salutari, sono all’oscuro che questa bevanda è la maggior fonte di polifenoli, che aiutano appunto a prevenire delle specifiche patologie. Spesso si associa il caffè solo alla caffeina, credendo che abbia solo effetti eccitanti o che berne troppo può portare problemi al cuore.
Gli italiani, consumano caffè durante tutte le ore del giorno, la maggior parte durante la prima colazione, seguono a ruota quelli che lo consumano in tarda mattinata, quando si ha bisogno di un po’ di energia, nel primo pomeriggio, per
PIANETA DA SALVARE? MANGIAMO IN MODO RESPONSABILE
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Sembra un titolo esagerato e assurdo, ma è la realtà sulla quale tutti ci dovremmo soffermare per poi agire da consumatori attenti e consapevoli, capaci di fare scelte e acquisti alimentari critici e rispettosi dell’ambiente nel quale viviamo.
Il nostro Pianeta potrebbe ricevere un piccolo aiuto per la sua salvaguardia se noi, entrando al supermercato, non comprassimo le prugne del Cile (e le lasciassimo mangiare ai cileni), o vino australiano o ancora melone del Guadalupe. E che dire del riso USA! E le nostre risaie vercellesi?
Questo non è un discorso nazionalistico o improntato sull’autarchia, ma è semplicemente basato sui dati di fatto rappresentati dall’inquinamento che deriva dal trasporto per chilometri e chilometri di frutta, verdura, carne ecc.
Inoltre alcuni prodotti importati lasciano a desiderare sugli aspetti igienici, vedi l’aglio cinese o la carne brasiliana, sotto la lente d’ingrandimento della commissione Europea insoddisfatta per i requisiti sanitari dei suddetti prodotti.
E che dire poi dei mari e degli oceani solcati da navi che trasportano l’anguria panamense? Non potremmo aspettare la nostra calda e mediterranea estate per gustarci le nostre succose e dolci angurie romagnole o siciliane?
Perché inquinare l’ambiente per trasportare carne argentina o brasiliana, quando l’Italia eccelle anche nella produzione di carne di altissima qualità, vedi la razza Chianina o quella Piemontese o ancora quella Marchigiana e Romagnola.
Un aspetto legato proprio all’educazione alimentare e ambientale che sempre più
Quando Bacco decide di proteggere la nostra salute!
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L’associazione tra una buona dieta mediterranea e il consumo attento di vino, potrebbe a quanto pare ridurre di quasi il 25% l’incidenza di alcune malattie legate al sistema nervoso, quali ad esempio l’ Alzheimer.
Stiamo parlando ovviamente di un uso consapevole, moderato, con uno semplice consiglio di prediligere la qualità e non la quantità. A tutto è possibile poi aggiungere che recenti ricerche scientifiche hanno poi dimostrato anche una sua interessante azione antitumorale».
Ma nella pratica quotidiana cosa si deve esattamente fare? Quanto vino? Prendendo come indicazione nutrizionale circa 2-3 bicchieri di vino al giorno, questi avrebbero infatti la capacità di svolgere un’azione protettiva sul sistema cardiaco e su quello vascolare, grazie al’azione Continua..
Test del DNA: lo faresti?
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Hai mai pensato quali fossero le tue possibilità di sviluppare malattie come il diabete, cancro, o di diventare intollerante ai latticini?
Attraverso il test del DNA possiamo imparare un sacco di cose su di noi.
Alcuni esperti dicono che fare il test del DNA nelle grandi aziende biotech come 23andME è quasi la stessa cosa che collect personal trivia, e che se si è davvero a rischio di ereditare malattie genetiche, bisognerebbe consultare un esperto professionista genetico.
Molte persone preferiscono non sapere di essere predisposti a condizioni genetiche (the “ignorance is bliss” defence) mentre ci sono altre persone che hanno paura di vedere tali informazioni passare in mano di chi può usarle contro di loro, ad esempio il datore di lavoro.
Soprattutto ci sono tutte le questioni di etica e privacy che andrebbero considerate prima di avallare tale pratica.
Alla fine tutto si riduce alla domanda cruciale: se potessi sapere di essere geneticamente predisposto, il che non presuppone la certezza di incorrere poi in tali patologie, ad alcuni tipi di cancro o ad altre malattie, lo vorresti sapere?









